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Covid-19, durante il lockdown crollo dei consumi di benzina e gasolio: -43,7%. Sui prezzi per ora è calma piatta. Entro fine Giugno la risalita?

da | Giu 7, 2020 | Economia e Finanza

Come ha influito sui prezzi del carburante il crollo del costo del petrolio al barile? La differenza tra Petriolio Brent e WTI. 

Il crollo dei consumi di benzina e gasolio auto durante i mesi di lockdown dovuto alla pandemia di Covid-19 è stato del 43,7%. Questo era quanto emerso da una analisi di inizio Maggio del Centro Studi Promotor effettuata a partire dalle informazioni fornite dal Ministero dello Sviluppo Economico: una contrazione che non aveva mai avuto precedenti storici, evidentemente dovuta alla riduzione del traffico su gomma legata ai provvedimenti per combattere l’emergenza coronavirus. Al bilancio economico si era poi aggiunto anche l’effetto della diminuzione dei prezzi alla pompa, che aveva fatto sì che il calo della spesa (-47,2%) fosse superiore a quello dei consumi.

Nel mese di Maggio, in conseguenza della necessaria riapertura, i consumi sono ritornati a salire e lo stesso è stato per i prezzi dei carburanti soprattutto benzina e diesel: il prezzo medio nazionale della benzina è salito da 1,356 euro al litro della settimana precedente alle riaperture del 18 maggio 2020 a 1,378 euro al litro dell’ultima settimana (costo al self service). Il servito è arrivato a 1,520. Come riportato dal MSE anche il prezzo del diesel è aumentato nello stesso periodo, da 1,247 € al litro a 1,264 € al litro per il self service, mentre il servito è salito a 1,410. Per quanto concerne il prezzo del Gpl, il servito costa 0,586 euro al litro e il metano 0,980 €/Kg.

Ma come ha influito su tutto ciò il crollo del costo del petrolio al barile? E’ sensato aspettarsi una impennata generale nel mese di Giugno? Il prezzo del Petriolo durante il lockdown è sceso ai minimi dal 2008, perché? Come influisce su quello dei carburanti? Era dal 2008, anno dello scoppio della più grave crisi economica post-bellica e pre-coronavirus, che il costo dell’ “oro nero” non raggiungeva simili quotazioni (24 dollari al barile di media). 

Se all’inizio di Marzo il ribasso è stato causato principalmente dalla guerra dei prezzi fra l’Arabia Saudita e la Russia, ma anche dal panico generalizzato sulle Borse Mondiali causato dall’emergenza che stiamo tuttora vivendo e che ha spinto gli investitori a vendere qualsiasi asset finanziario, il prosieguo del ribasso richiede un’analisi un po’ più approfondita. È, innanzitutto, necessario partire dalla dicotomia sulla quale si basa il mercato mondiale di questo prodotto: da un lato il Petrolio Brent, estratto dal Mare del Nord e la cui quotazione è il punto di riferimento per ciò che riguarda il mercato europeo e mondiale, dall’altro il Petrolio WTI, estratto nel Texas occidentale e altro punto di riferimento per quello americano e mondiale. Se per il WTI si potrebbe parlare quasi di debacle, meno lo si può dire del Brent, e ciò dipenderebbe principalmente sia dalle modalità di estrazione diverse dei due prodotti (dalle profondità marine il Brent, da quelle terrestri il WTI), che dalle modalità di conserva (navi petroliere il Brent, serbatoi di stoccaggio il WTI).
Ci siamo trovati, improvvisamente, non solo di fronte ad un problema di crollo della domanda, ma anche di un più pragmatico problema di capienza delle riserve ormai stracolme. La domanda di petrolio è stata letteralmente annichilita in grossa parte anche della sospensione di tutti i collegamenti aerei fra gli Stati Uniti e l’Europa, proprio in seguito alla pandemia scatenata dal Covid-19 (aveva fatto scalpore la notizia che un colosso mondiale come Lufthansa stesse lanciando chiari segnali di aiuto alla Cancelliera tedesca Merkel sulla propria autonomia residua in assenza di voli. Pericolo poi scongiurato proprio dall’intervento statale tedesco).
Successivamente c’è poi stata una ripresa fino ad un nuovo tonfo storico di metà Aprile in cui il prezzo del barile aveva fatto registrare addirittura valori negativi. Sul mercato pesavano molto, infatti, le preoccupazioni per la recessione in arrivo e le incertezze sulla fine del lockdown (le dichiarazioni dell’Oms che avvertivano del pericolo risalita dei contagi in seguito ad una riapertura troppo anticipata non avevano di certo giovato, in questo senso).

Cosa attendersi entro fine Giugno? L’allentamento generale delle misure restrittive è ormai entrato nel vivo, ed il ritorno ad una parvenza di normalità sta lasciando presagire una ripresa graduale e diffusa dei prezzi, il che sarebbe naturale conseguenza della maggiore possibilità di vendita di petrolio, e quindi, di carburanti. Per ora, però, è calma piatta: come riportato anche dall’ANSA, nessun aumento o diminuzione degna di nota nel prezzo dei carburanti è stato, ad oggi, registrato. Per quanto concerne il self service, il prezzo medio nazionale della benzina è di 1,377 euro al litro. Si va dall’1,357 del No logo all’1,390 di Agip Eni. Il prezzo medio del diesel è 1,262 euro al litro, con un range tra 1,243 del No logo all’1,275 euro al litro di Agip Eni. Il prezzo medio in Italia della benzina in modalità servito è di 1,528 €/lt., compreso tra 1,415 €/lt. e 1,584 €/lt. Il diesel riferito sempre al prezzo medio sul servito è di 1,416 euro/litro e parte da 1,301 €/lt. per arrivare a 1,469 €/lt. Il prezzo del GPL praticato dal servito è compreso tra 0,573 euro al litro e 0,601 euro al litro. Il costo del metano va da 0,970 euro al Kg fino a 0,998 euro al kg.

Ieri, Sabato 6 Giugno, c’è stata una riunione OPEC+ della quale si attendono gli esiti. Ciò che sembrerebbe filtrare è una decisione che segua la strada di una forte riduzione della estrazione del petrolio che comporterebbe un aumento del prezzo e conseguentemente l’innalzamento anche dei prezzi dei carburanti. Tuttavia, non è da escludere che un forte taglio possa essere rimandato a luglio o ad agosto. Per ora sembra, dunque, ancora azzardato lasciarsi andare a quelle che sono semplici previsioni. Il mercato mondiale, lo sappiamo, riserva continue sorprese.

Giuseppe Marino

AUTORE

Trabucco, Antenna, 5g, maestra, Peschici, Gargano, Italia, graduatorie

Giuseppe Marino

Laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Milano.  Sono appassionato di web writing e giornalismo online, ma sento sempre vivo in me il richiamo delle antiche tradizioni di famiglia. L’amore viscerale di mio nonno per il suo Trabucco da pesca è qualcosa che mi ha sempre affascinato ed incuriosito. Con le dovute proporzioni, vorrei tentare la singolare impresa di applicare la sua filosofia al mio sito web.

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